
È un momento strano qui alla base dei saldatori.
Dopo tre anni di lavoro, oggi
"Oudeis - libro secondo" parte per la tipografia.
La sensazione è difficile da descrivere: da una parte soddisfazione per i risultati ottenuti (davvero alti: probabilmente si tratta del volume editorialmente più avanzato che la nostra casa editrice abbia finora prodotto), dall'altra un po' di incredulità di fronte alla conclusione di un lavoro che, a tre anni dal suo inizio, ci risulta ancora un po' difficile credere che sia terminato.
Ma, aldisopra di tutto, grande felicità per aver contribuito a concretizzare con il nostro lavoro questa eccellente prova d'autore firmata da
Carmine di Giandomenico: senza inutili false modestie, personalmente credo si tratti di uno dei libri a fumetti più belli che si vedranno in giro nei prossimi mesi creato da uno dei più bravi autori che oggi il nostro Paese può vantare.
Rendere nella miglior forma editoriale possibile la bellezza visiva e la complessità narrativa del lavoro di Carmine è stato fin dall'inizio il nostro obiettivo principale.
Ovviamente non sono stati tre anni in cui abbiamo lavorato esclusivamente su
"Oudeis" (che non è un mistero per nessuno che la piccola editoria italiana difficilmente si regge in piedi senza altre attività che la sostengano), ma credo che siano davvero pochi i libri a cui avremmo dedicato un lavoro così lungo (forse
"La Dottrina", ma per quello aspettiamo il momento in cui tutte le parti in campo abbiano deciso che cosa fare dell'ultimo capitolo).
E lo abbiamo fatto soltanto perché il lavoro di Carmine lo meritava.
Come per il protagonista di
"Oudeis", anche il nostro è stato un viaggio lungo, in molte fasi difficile e pieno di dubbi (il libro ha richiesto un vero e proprio lavoro di post-produzione che, pur con le dovute differenze, mi viene spontaneo paragonare a quella che di solito si fa per una pellicola cinematografica), ma che ci ha permesso di conoscere nuove terre della creatività e di incontrare nuovi compagni di viaggio.
Un viaggio che siamo stati felici di aver fatto, bellissimo anche grazie a Carmine che ha permesso a ognuno di noi di lavorare su
"Oudeis" quasi come fosse un progetto
open Source: infatti, lontano da ogni sterotipo dell'autore superbo che ritiene intoccabile la sua opera, Carmine è una persona curiosa che chiede a tutti coloro che collaborano con lui di aggiungere il proprio contributo, di confrontarsi con quello che lui ha già prodotto ma, se necessario, di metterlo in discussione per vedere se ne viene fuori qualcosa di inaspettato.
Proprio per questo motivo i risultati del
trailer che abbiamo creato per il lancio del libro e che vedrete tra poco proprio qui sul sito (eh sì, un vero e proprio
trailer…) sono davvero alti ed originali e rispecchiano le personalità di tutti coloro che ci hanno lavorato, ognuno aggiungendo il proprio personale tassello al progetto
"Oudeis".
Se poi pensate che il
trailer è solo una parte delle iniziative che abbiamo messo in piedi per il lancio di questo libro (interviste, contenuti speciali dedicati al
web, etc.) potete facilmente capire che
"Oudeis" è davvero un
unicum nel panorama editoriale del fumetto italiano.
Come credo di aver già detto in passato, io vedo in
"Oudeis" una straordinaria prova d'orgoglio (di Carmine come autore e di
saldaPress come casa editrice) di fronte a una situazione della produzione a fumetti in Italia bloccata, chiusa in se stessa, incapace di puntare in alto e guardare di nuovo lontano.
In uno stato di cose come questo, di solito la prima vittima è il senso del fantastico che diventa artritico, si rattrappisce pian piano fino a diventare pallida emulazione di ciò che già esiste altrove oppure finisce per rifugiarsi nell'ormai proverbiale "due camere e cucinino".
Ma questo non accade con
"Oudeis" una delle poche opere recentemente prodotte nel nostro Paese che ritrova (e fa ritrovare a chi legge) il piacere del fantastico e il gusto dello straordinario.
"Oudeis" è fantascienza che parte proprio da casa nostra, dal Mediterraneo, dalle origini della nostra cultura e dal più antico dei bisogni dell'uomo: smarrirsi per poi potersi ritrovare.
È una straordinaria opera fantastica che muove dalla rilettura dell'Odissea omerica, che gioca con stilemi e personaggi di quell'opera ma approda a risultati assolutamente inediti che parlano al lettore di desiderio, del senso di smarrimento e della confusione esistenziale che permeano la nostra epoca.
Forse, a dispetto di quello che scrivevano
Fruttero & Lucentini sull'impossibilità di fare fantascienza in Italia, alla fine un disco volante è davvero atterrato nel nostro Paese e, se ancora nessuno se ne è accorto, è solo perché ci si ostina a guardare dalla parte sbagliata.
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Visita il sito
www.saldapress.com/oudeis per vedere il trailer.
Scopri il
"Dietro le quinte" con le interviste ai realizzatori.